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Bamburgh Castle: la fortezza inglese sul Whin Sill

Bamburgh Castle sorge su uno scosceso affioramento di roccia vulcanica scura lungo la costa del Northumberland, nel nord dell'Inghilterra, e le sue mura sono visibili per chilometri sopra le distese di marea e le dune circostanti. La roccia fa parte del Whin Sill, una durissima intrusione di dolerite che sostiene anche le fortificazioni di Lindisfarne e prosegue nell'entroterra sotto alcuni tratti del Vallo di Adriano. Molto prima che qui venisse eretta una cinta muraria in pietra, le difese naturali dell'affioramento ne facevano un luogo ovvio da fortificare, e le tracce di attività umana sul sito risalgono a ben oltre mille anni fa. Oggi il castello è una delle più grandi fortezze ancora abitate d'Inghilterra, rimane di proprietà privata ed è aperto ai visitatori, che possono percorrere i suoi camminamenti di ronda e guardare verso le Farne Islands e l'isola sacra di Lindisfarne.

Una sede del potere anglosassone

Molto prima dell'arrivo dei Normanni, questo affioramento era già un luogo di potere. Le fonti altomedievali associano il sito a Ida, re del sesto secolo tradizionalmente ritenuto fondatore di una roccaforte in questo luogo, che divenne poi la capitale del regno anglosassone di Bernicia e successivamente del più vasto regno di Northumbria. Beda, scrivendo nell'ottavo secolo, menziona una città regia su questa costa, e una tradizione successiva collega il nome del luogo a una regina chiamata Bebba, da cui avrebbe preso il nome il villaggio ai piedi del castello. Per secoli questo fu un centro regio attivo, una base da cui i re di Northumbria esercitavano la propria autorità su un litorale punteggiato di monasteri, incluso il vicino Lindisfarne, uno dei grandi centri del sapere cristiano nell'Inghilterra altomedievale.

La scelta di questo luogo non fu mai puramente simbolica. Una roccaforte arroccata su uno scosceso affioramento vulcanico, con il mare da un lato e paludi o dune dagli altri, era estremamente difficile da avvicinare in forze per un nemico, e permetteva a un re di Northumbria di sorvegliare la navigazione lungo un tratto di costa fondamentale per i commerci, i tributi e i collegamenti con il resto del mondo anglosassone e cristiano. Delle sale in legno e delle palizzate di quell'epoca non resta ovviamente più nulla, ma la roccia sottostante non ha mai smesso di essere utile, ed è proprio per questo che ogni costruttore successivo scelse di fortificare di nuovo lo stesso luogo invece di cercarne un altro.

Distruzione vichinga e ricostruzione normanna

La roccaforte anglosassone non attraversò indenne i secoli successivi. I razziatori vichinghi, già una minaccia lungo questa costa fin dal loro celebre attacco a Lindisfarne, distrussero la fortezza qui verso la fine del decimo secolo, e per un certo periodo il ruolo del sito ne uscì ridimensionato. Furono i Normanni a ricostruirla in pietra, trasformandola nel castello il cui profilo domina ancora oggi la costa. Alla fine dell'undicesimo secolo, durante il regno di Guglielmo il Rosso, il barone ribelle Robert de Mowbray tenne il castello contro il re, e la sua conquista segnò un momento importante negli sforzi regi per controllare l'irrequieta frontiera settentrionale con la Scozia. Da quel periodo turbolento nacquero i primi elementi del mastio in pietra e delle mura di cinta che i re successivi avrebbero ampliato.

Il grande mastio

Il cuore di Bamburgh è il suo mastio, una massiccia torre rettangolare dalle mura di straordinario spessore, costruita soprattutto nel dodicesimo secolo sotto i re Plantageneti, in particolare Enrico II, che investì ingenti risorse nella fortificazione della frontiera settentrionale. Al suo interno, il mastio ospitava un tempo una grande sala per banchetti e per l'amministrazione di una signoria di confine, oltre a camere, una cappella e un pozzo scavato in profondità nella roccia per garantire l'approvvigionamento d'acqua anche durante un assedio. Le dimensioni del mastio riflettono l'importanza di Bamburgh come castello regio, non come semplice residenza baronale: doveva proiettare l'autorità stessa della corona su una regione di frontiera contesa, e resistere ad assalti risoluti sia da parte di incursori scozzesi sia di fazioni inglesi rivali. Nei secoli successivi, i sovrani che si succedettero aggiunsero e ripararono sezioni della cinta muraria circostante e delle difese del gatehouse, cosicché ciò che i visitatori vedono oggi è in realtà il risultato di più campagne costruttive medievali sovrapposte, unificate più dalla forma duratura della roccia che dal progetto di un singolo architetto.

Bamburgh e la guerra delle Due Rose

Il momento militare più drammatico nella storia di Bamburgh si verificò durante la guerra delle Due Rose, nel quindicesimo secolo, quando il castello divenne una roccaforte lancasteriana in un regno in gran parte controllato dalla fazione rivale degli York. Tenuto per la causa dei Lancaster deposti, il castello subì un assedio determinato da parte delle truppe yorkiste, dotate di artiglieria ancora agli albori. Il bombardamento logorò le mura finché la guarnigione non poté più resistere, e la caduta del castello è spesso citata come il primo caso in cui una fortezza inglese fu costretta alla resa principalmente per effetto del fuoco dei cannoni, un segnale che l'epoca della fortezza costruita solo in pietra iniziava a mutare sotto la pressione delle armi da fuoco. Per una guarnigione che aveva riposto fiducia in mura spesse e in una posizione dominante sul mare, vedere quelle difese sgretolarsi sotto un bombardamento prolungato dovette essere una dimostrazione impressionante di quanto rapidamente stesse cambiando la guerra, e ne rimasero a lungo tracce visibili sulla struttura.

Rovina e declino

I danni di quell'assedio, uniti al progressivo declino dell'importanza militare della frontiera settentrionale una volta unite le corone d'Inghilterra e Scozia, lasciarono Bamburgh in condizioni precarie per generazioni. I tetti crollarono, la muratura si sgretolò, e il castello che un tempo aveva ospitato re divenne una pittoresca rovina sopra il villaggio e la sua spiaggia. Diversi proprietari tentarono, nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, riparazioni parziali e usi caritatevoli, tra cui il tentativo di destinare alcune parti del castello all'istruzione e al soccorso dei naufraghi, ma un vero recupero architettonico sarebbe arrivato solo con l'età industriale. Viaggiatori e pittori dell'epoca ritrassero spesso la rovina dalla spiaggia sottostante, e quelle immagini offrono un'idea preziosa di quanto fosse avanzato il degrado prima che qualcuno avesse i mezzi e la volontà di porvi rimedio.

Il restauro di Armstrong

L'aspetto attuale del castello deve moltissimo a William Armstrong, l'industriale e ingegnere del Tyneside più noto per i suoi lavori nel settore degli armamenti e dell'ingegneria idraulica, oltre che per la sua altra grande residenza nel Northumberland, Cragside. Negli ultimi anni del diciannovesimo secolo, Armstrong acquistò Bamburgh Castle e vi investì risorse considerevoli per restaurarlo, ricostruendo le sezioni crollate, rifacendo la copertura del mastio e riallestendo gli interni in uno stile che rifletteva sia il gusto vittoriano sia una cura autentica per la fabbrica medievale sottostante. La famiglia Armstrong ha mantenuto la proprietà del castello da allora, ed esso rimane uno dei relativamente pochi grandi castelli inglesi ancora nelle mani di una famiglia privata piuttosto che di un ente statale per il patrimonio, gestito oggi sia come residenza familiare sia come attrazione per i visitatori. Questa doppia identità caratterizza la visita: stanze arredate per la vita quotidiana convivono con collezioni di armi, armature e porcellane raccolte nel corso delle generazioni, conferendo al castello un carattere abitato raro per una fortezza di queste dimensioni ed età.

Archeologia sotto le mura

Gli scavi moderni hanno arricchito enormemente le conoscenze sul primo Bamburgh. Le indagini condotte nell'ambito del Bamburgh Research Project hanno esaminato il cimitero di Bowl Hole, vicino al castello, una necropoli anglosassone che ha restituito resti scheletrici e corredi funerari che gettano luce su chi visse e morì all'ombra della roccaforte regia secoli fa. I ritrovamenti provenienti dal sito nel suo complesso, esposti negli spazi museali del castello, comprendono manufatti in metallo altomedievali e altri reperti che collocano Bamburgh nella più ampia vicenda dell'età d'oro della Northumbria, un periodo in cui questa costa fu un centro di potere politico, artigianato e sapere cristiano, ben lontano dalla tranquilla distesa di spiaggia e dune a cui viene spesso associata oggi.

Sulla mappa

La posizione di Bamburgh su uno scosceso affioramento roccioso affacciato sul Mare del Nord, incorniciata da dune, un'ampia spiaggia e la lontana sagoma delle Farne Islands, si apprezza meglio nel contesto della più ampia costa del Northumberland che un tempo contribuiva a difendere. Per vedere esattamente dove si trova rispetto a Lindisfarne, alle Farne Islands e alle altre fortezze che un tempo punteggiavano questa frontiera, apri la mappa interattiva e ripercorri tu stesso il tracciato della costa.