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Il culto del medioevo: come il Romanticismo inventò il castello medievale

Il medioevo che vediamo nei film, nei videogiochi, nei parchi tematici e in molti castelli restaurati non è il medioevo storico. È una costruzione del XIX secolo, frutto di un movimento culturale sistematico che partì dalla letteratura, si trasferì all'architettura, all'opera lirica, alla pittura e all'artigianato, e che chiamiamo medievalism o neogotico. Capire questa costruzione è essenziale per capire perché i castelli che visitiamo spesso ci dicono più del XIX secolo che del medioevo.

Il gotico letterario: da Walpole a Scott

Il punto di partenza del medievalismo moderno è di solito identificato con Horace Walpole. Il romanzo Il castello di Otranto (1764) di Walpole è il primo romanzo gotico, e il castello di Otranto, con le sue stanze buie, i fantasmi, i cunicoli e l'atmosfera di terrore romantico, stabilì il modello del castello-luogo dell'orrore che la cultura popolare usa ancora. Walpole costruì anche una residenza reale in stile neogotico, Strawberry Hill a Twickenham (1748-1776), che diventò meta di pellegrinaggio per i curiosi.

Walter Scott è il secondo pilastro del medievalismo letterario. I suoi romanzi storici, Ivanhoe (1819) in particolare, crearono un medioevo romanzato in cui i cavalieri erano nobili, i castelli erano scenari di eroismi e avventure, e il feudalesimo era un sistema di valori autentici. Ivanhoe fu uno dei romanzi più letti dell'Ottocento in tutta Europa e influenzò direttamente i gusti architettonici della nobiltà.

Pugin e il revival gotico inglese

August Welby Northmore Pugin (1812-1852) è il teorico e pratico più influente del revival gotico architettonico in Gran Bretagna. Pugin sosteneva che il gotico medievale fosse l'unica architettura cristiana autentica, e che il rinascimento in architettura fosse stato un errore di fondo. Il suo manifesto Contrasts (1836) confrontava edifici medievali con equivalenti contemporanei per dimostrare la superiorità morale ed estetica del gotico.

Pugin progettò gli interni del Palazzo di Westminster (1836-1852, il parlamento di Londra), tra i lavori più visibili dell'architettura neogotica britannica. Progettò anche decine di chiese cattoliche in tutto il paese e varie residenze nobiliari in stile neogotico. La sua influenza si estese al movimento Arts and Crafts di William Morris, al revival gotico americano e, indirettamente, a tutta l'architettura del XIX secolo.

Il culto cavalleresco: tornei e rievocazioni

Il revival medievale non era solo architetturale. Nel 1839 a Eglinton in Scozia si tenne il Torneo di Eglinton, un torneo cavalleresco in costume con cavalli, armature e cerimonie feudali. Il torneo fu organizzato dal Conte di Eglinton a proprie spese e attirò 100.000 spettatori, nonostante fosse rovinato da un temporale. L'evento, ridicolizzato dalla stampa satirica come anacronismo pretenzioso, mostra quanto fosse diffusa tra l'aristocrazia vittoriana la nostalgia per un medioevo immaginario.

I Pre-Raffaelliti in pittura, Rossetti, Millais, Burne-Jones, scelsero soggetti medievali, arturiani e danteschi con una sistematicità che andava oltre la preferenza tematica: era una scelta ideologica di rifiuto del presente industriale a favore di un passato immaginato come più autentico.

Wagner e il medioevo musicale

Richard Wagner è la figura più influente del medievalismo nella cultura musicale. Lohengrin (1850), Tannhäuser (1845), Tristan und Isolde (1865), Die Meistersinger (1868) e l'intero ciclo del Ring (1876) attingono dalla mitologia medievale germanica e scandinava, dai Nibelungenlied, dall'Edda, dalle leggende arturiane. La musica di Wagner non solo reinterpretava il medioevo: lo reinventava con una potenza drammatica che fece di Bayreuth il centro del culto medievale musicale.

Il connubio tra Wagner e l'architettura si materializzò in Neuschwanstein, il castello di Ludovico II di Baviera: sale decorate con scene wagneriane in un castello romantico costruito come scenografia per vivere dentro l'opera. È il punto di incontro tra letteratura, musica e architettura nel culto del medioevo.

Il medioevo nei parchi tematici e nei videogame

La traiettoria del medievalismo porta direttamente ai parchi tematici e ai media digitali. Walt Disney usò Neuschwanstein come modello per il Castello di Cenerentola (1955), che è diventato l'immagine globale del castello medievale per intere generazioni. I parchi tematici di stampo medievale, dai rinasciment faire americani ai parchi europei, replicano questo medioevo immaginato.

I videogiochi dal genere fantasy medievale, da Dungeons and Dragons ai giochi di ruolo digitali moderni, utilizzano un medioevo che è direttamente derivato dal medievalismo ottocentesco filtrato attraverso Tolkien: castelli con torri alte, cavalieri, draghi, magie. Questo medioevo digitale ha a sua volta influenzato il turismo nei castelli: molti visitatori arrivano con immagini formatesi attraverso questi media.

Esplora sulla mappa

I castelli neomedievali e romantici del XIX secolo, da Neuschwanstein a Strawberry Hill a Pierrefonds, sono visualizzabili su Apri la mappa insieme ai castelli medievali autentici, permettendo un confronto diretto tra originale e interpretazione romantica.